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Intervista a sergio olivieri capolista lista civica “viva mantova”



In uscita nelle edicole di Mantova Venerdì 18 settembre. 

1. Sergio Olivieri, presidente dell’Associazione Comunali Mantova, è tra i protagonisti della tornata elettorale del 20 e 21 settembre. Ha preparato, dopo mesi di lavoro, una propria lista: Viva Mantova. Qual è stata la motivazione principale di tale scelta?

“ R: La motivazione è la chiave che mi ha e ci ha trovati consci e uniti per questo ambizioso progetto. Per continuare a seguire la nostra strada è necessario apportare un reale cambiamento. Quando non ci sentiamo più soddisfatti di quello che stiamo facendo o di quello che ci sta intorno, il fatto di cambiare è sicuramente uno stimolo potrebbe diventare una rampa di lancio per l'inizio di un nuovo volto per la Mantova.

Salute, lavoro e sicurezza, nei dodici punti riassunti nel programma elettorale e consultabili nel sito www.vivamantova.it ci siamo ritrovati in quella forza che non sapevamo di avere e che ci spinge a dare il massimo per raggiungere il nostro scopo.

La volontà di assumere un impegno civile allo scopo di lavorare per promuovere il nostro territorio in cui viviamo, in modo che l’amministrazione della cosa pubblica possa identificarsi in uno sviluppo allargato affinchè il capoluogo non rimanga solo un isola felice di sole persone anziane.

2. Tuttavia non ha deciso di candidarsi sindaco bensì di essere capolista. Perché? 
R: Beh, principalmente l’impegno della candidatura a Sindaco poteva gravare sugli impegni presi in qualità di presidente dell’associazione Comunali e per motivi di conflitto di interesse. NON è certamente la provenienza dei candidati o meglio ancora del candidato Sindaco a mettere in discussione un programma elettorale. Una cosa è la capacità nel promuovere un progetto per la città e un’altra fare demagogia giocando sui titoli di stampa. La lista infatti si compone di persone giovani e non giovani con esperienza in tutte le sfere professionali e rappresentative. Sono tutte persone che vogliono raggiungere con forza uno stesso obiettivo, siamo una lista civica autentica, non una lista civetta e il civismo, quando autentico come il nostro, è lo strumento più importante che i cittadini hanno in mano per contrastare il sentimento dell’antipolitica. Noi siamo una lista che ha una prospettiva di libertà.

Non dobbiamo chiedere il permesso a qualche segreteria di partito per costruire qualcosa per la nostra comunità. Non abbiamo l’obbligo di sottostare a logiche e interessi diversi da quelli dei cittadini. Noi abbiamo fiducia nei nostri concittadini, che saranno in grado di distinguere chi racconta storie da chi nel programma ha una prospettiva per il futuro della comunità. Il nostro INTERVISTA A SERGIO OLIVIERI CAPOLISTA LISTA CIVICA “VIVA MANTOVA” programma si articola in dodici concetti chiave consultabile all’indirizzo internet www.vivamantova.it

Non raccontiamo una città utopica e certamente vogliamo dimostrare di essere in grado di prenderci in carico piccoli pezzi di città, così come la gestione della complessità di problemi più grossi. Per questo il programma si compone di azioni a breve, medio e lungo termine, che disegnano la prospettiva della nostra città del futuro e che potremmo mettere in campo il giorno dopo l’elezione di Roberto Biasotti ( nostro candidato Sindaco ) Pertanto Il cambiamento non è mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo è. Tutte le vite che abbiamo vissuto e quelle che dobbiamo ancora vivere sono piene di alberi e foglie che cambiano. Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. Tutte frasi di facile comprensione, si dirà. Solo che il problema non sta tanto nel comprendere quanto nell’agire.

Come disse Sir Winston Churchill: non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare. 

3. Roberto Biasotti, mantovano, ha accettato la sua proposta con entusiasmo. Insieme avete condotto una intensa campagna elettorale nelle piazze, nei quartieri, vicino alla gente. Quali sensazioni ha percepito? “
R: La sensazione è quella di disorientamento generale dovuto alla mancanza di lavoro e di sicurezza. Il nostro compito è creare fiducia tra le persone per cambiare la percezione collettiva. E’ un’operazione politica e culturale atta a contribuire a rilanciare la città restituendo agli abitanti una fotografia più completa del posto in cui vivono. Se è vero che la storia di un piccolo centro non può essere cambiato, le tendenze e le prospettive di sviluppo futuro possono invece essere orientate anche a partire da un’azione di co-creazione che rende le persone protagoniste dei processi di cambiamento e di gestione della cosa pubblica.

Di certo nessuno possiede la bacchetta magica e questo è quanto mai vero laddove l’azione collettiva può condurre a una riappropriazione collettiva della governance in cui ciascuno può avere un ruolo decisivo. Rendere le persone orgogliose di partecipare allo sviluppo futuro della propria comunità rappresenta un elemento di valore e di orgoglio che favorisce la visibilità e l’attrattività dei nostri quartieri e in particolar modo del centro storico. 

4. Nel suo programma ci sono tematiche che si riferiscono principalmente alla sicurezza, sotto diversi aspetti, alle infrastrutture, ai servizi sociali... Il tutto secondo una ben precisa filosofia. Quale e quali punti?
R: Se vogliamo crescere dobbiamo uscire dall’isolamento. Servono nuove scelte strategiche e capaci di esprimere progettualità costruendo reti e collegamenti in favore di un progetto Mantova Turistica. La Lista Civica Viva Mantova unitamente ad esperti marketing ha predisposto un piano strategico e di marketing consultabile sul sito www.vivamantova.it capace di sviluppare e preservare la nostra ricchezza patrimoniale e turistica con scelte virtuose e lungimiranti. Mi riferisco alle infrastrutture che sono il vero volano allo sviluppo. Uniscono si le comunità periferiche ma anche le città a noi confinanti. Ridisegnano la geografia economico-sociale e non solo. La coesione sociale e la salute in primis sono essenziali per la crescita. Siamo contro l’installazione antenne rete 5G perché scientificamente provato la nocività per inquinamento elettrosmog. Siamo per lo sport salutistico e NON agonistico. Siamo altresì per un welfare NON assistenzialistico ma capace di progetti lungimiranti e soprattutto per gli anziani ( un popolo sempre più in crescita) Anche per quest’ultimo importante tema abbiamo pensato ad un progetto “ Senior Active “. Abbiamo altresì pensato anche ai giovani rimodulando il rapporto Scuola, Lavoro e formazione. Serve un serio patto formativo frutto dell’impegno contrattuale delle parti sociali con il sostegno di Enti e Fondazioni per rendere la formazione continua un concreto diritto soggettivo del singolo lavoratore e strumento fondamentale per acquisire un livello di competenza idoneo a diventare protagonista nel mercato del lavoro che andrebbe rivalutato soprattutto nell’ambito territoriale. In questo contesto la formazione relativa alla specifica specializzazione aziendale è necessaria, ma l’elemento decisivo rimane la formazione soggettiva che consente di inserirsi in lavori diversi per cercare un nuovo lavoro o trovarne uno migliore se quello acquisito non corrisponde alle proprie aspirazioni. Ma se davvero si vuol dare una svolta concreta in favore di una città inclusiva e innovativa occorre ripensare a più ampi e concreti margini di manovra. Il grado di civilizzazione lo si misura dalle sue prigioni e l’obiettivo della Lista Civica Viva Mantova sta proprio in questa frase. Soluzioni laddove il ruolo del privato deve essere stimolato da un azione di consolidato coordinamento che deve vedere protagonisti 
anche comuni dell’ hinterland mantovano e non solo attraverso un patto tra Sindaci in un’ottica di ben più ampia valorizzazione del nostro capitale economico-sociale atto a rilanciare le risorse di un artigianato di qualità che brilla ma che stenta a crescere. Più siamo interconnessi e più siamo capaci di agire territorialmente secondo una nuova prospettiva e di assunzione di responsabilità. 

5. In molti affermano che il sindaco uscente Mattia Palazzi abbia realizzato coes importanti per la città. Lei, probabilmente, non concorda, altrimenti non avrebbe scelto di entare in campo.
R: Non si può che ricordare che a distanza di cinquant’anni gli effetti negativi sul piano economico e sociale per assenza di progettualità hanno finito per depauperare la città ed il suo centro storico. Basti pensare al drastico calo demografico da 70mila abitanti agli attuali 49.400. Va bene la manutenzione di strade e la riqualificazione dei quartieri ma non scordiamo la carenza di servizi e di presidi come uffici postali, scuole, ambulatori, linee di trasporto pubblico che hanno ridotto la vitalità dei medesimi. Non ultima la scelta di Esselunga nel piazzale Mondadori che porterà ad un impoverimento dei quartieri circostanti. Se si vuol cambiare prospettiva, e collocarsi in un’ottica di sviluppo e sostenibile è arrivato il tempo di invertire la rotta. Pecchiamo e soffriamo enormemente di isolamento e di mancanza di infrastrutture non sono solo quelle fisiche, bensì anche quelle sociali aggravate anche dal COVID. Tanto per ricordare i passaggi a livello, l’eccessivo traffico di veicoli pesanti, la vetusta Stazione Ferroviaria, la carenza di parcheggi, la mancanza di una stazione BUS collegamenti extraurbani, l’assenza di un anello viario di prima e seconda periferia. Per non parlare poi delle reti ferroviarie carenti e/o inesistenti. 

6. La macchina amministrativa comunale, che lei conosce bene per aver lavorato alle dipendenze dell’ente di via Roma, sarebbe da snellire? “
R: E’ innegabile che il Coronavirus abbia sancito un nuovo scenario socio-economico-politico con ricadute pesanti nell’ambito cittadino. Di certo non basteranno le misure tampone adottate dal Governo per arginare le ricadute economiche negative della crisi sulle diverse categorie sociali, economiche e produttive. Ma è pur evidente che le responsabilità e il bastone di comando di questa crisi restano saldamente nelle mani del Governo e della Regione Lombardia. Un Amministrazione Comunale non potrà far altro che ridurre le tasse locali e adoperarsi da subito ad investire risorse per informatizzare e ristrutturare tutti i settori di sua competenza incluso la realizzazione di una sede municipale unica ( mantenedendo quella di rappresentanza in Via Roma ) Ottimizzare e rendere più fruibile il servizio al cittadino e alle imprese. Educare e fare investimenti strutturali perchè la cittadinanza tutta possa far uso della tecnologia. Serve un nuovo modello di sviluppo ripensando soprattutto al valore dei servizi pubblici essenziali e alla persona. Concludo con una frase di Salvatore Settis: il bene comune vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi della comunità dei cittadini, vuol dire anteporre l’interesse a lungo termine di tutti, vuol dire prestare prioritariamente attenzione ai giovani, alla loro formazione e alle loro necessità, vuol dire anteporre l’eredità che dobbiamo consegnare alle generazioni future all’istinto primordiale di divorare tutto e subito. 

7. Torniamo alla questione ambientale. Fiera opposizione alla Rete 5G. Non le sembra un controsenso fermare il progresso tecnologico?
R: Non siamo contro la tecnologia ma non vogliamo dipendere dalla medesima. Ci siamo affiliati all’Associazione Nazionale Alleanza Stop 5G e sappiamo per certo che in molti Comuni e soprattutto in aree private le società telefoniche si stanno attivando per richiedere l’istallazione di antenne per il 5G frequenza 700 Mhz. Queste antenne non potrebbero trasmettere per il 5G-700 Mhz prima di Luglio 2022 ovvero non prima di liberarsi dal digitale terrestre. Fino ad allora gli impianti dovrebbero far uso delle tecnologie già in uso (3G, 4G) Cosa si intende per tecnologia 5G e in che cosa si differenzia dalle attuali tecnologie? Il 5G è il nuovo standard per la comunicazione mobile, ideato per collegare ad alta velocità oggetti e persone in un’unica rete dando vita all’IoT ovvero di oggetti che, collegati alla rete, permettono di unire mondo reale e virtuale. La trasmissione dei dati del 5G è fino a 100 volte superiore di quella del 4G. Aumenterà la capacità di trasmissione dati e cioè un tempo di intervallo tra l’invio del segnale e la sua ricezione da 30 a 50 volte inferiore al 4G. Questa velocità di comando servirà per controllare veicoli a guida autonoma, eseguire operazioni chirurgiche a distanza, gestire il traffico di strade, porti e aeroporti e permetterà di controllare a distanza i nostri elettrodomestici. Il 5G userà fasce di frequenze basse, medie e alte: 694,790 Mh, 3,6-3,8GHz e 26,5-27,5 Ghz, queste ultime vengono chiamate onde millimetriche. Il 5G preoccupa non solo noi della Lista Civica ma anche moltissimi cittadini soprattutto perché non è ben chiaro se ci potrebbero essere dei rischi per la salute dei cittadini. Siamo pertanto preoccupati sull'ipotesi di un aumento importante dell’inquinamento elettromagnetico, considerando anche che le onde elettromagnetiche di questo nuovo sistema andranno a sommarsi alle reti esistenti, con ripercussioni sulla salute della popolazione. 

8. Mantova insomma deve cambiare. “
Siamo in qualche modo eredi stanchi e disillusi della recente modernità. E lo si vede a occhio nudo. La recensione dell’intenzione d’unificare mediante discorsi totalizzanti ha depotenziato inesorabilmente anche la pratica della politica. Cosicchè la politica economica è diventata semplice manovra finanziaria, la politica delle relazioni internazionali ha assunto la forma del sovranismo, la politica sociale si è appiattita nell’assistenzialismo e via dicendo. La ricerca disperata del consenso a buon mercato (mediatico) ha fatto poi il resto. Ci si deve allora rassegnare? Non credo proprio. Sfuggire a questo scetticismo politico post-covid si può, a nostro avviso. Ma bisognerebbe un po’ cambiare musica: il tentativo di unificare politicamente attraverso grandi narrazioni totalizzanti, che hanno invece innescato infinite sciagure sociali ed economiche oggi si dovrebbe piuttosto unificare e onorare i grandi princìpi col nostro agire. Insomma, bisognerebbe percorrere una sorta di cammino a rovescio. E non per nostalgia del passato, ma per una semplice constatazione politica. Pertanto come Lista Civica Viva Mantova lanciamo come slogan la seguente frase: Il cambiamento non è mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo è. Tutte le vite che abbiamo vissuto e quelle che dobbiamo ancora vivere sono piene di alberi e foglie che cambiano. Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. Tutte frasi di facile comprensione, si dirà. Solo che il problema non sta tanto nel comprendere quanto nell’agire. Come disse Sir Winston Churchill: non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare. 

9. Biasotti è uomo di comunicazione. Vi sono affinità tra voi due?
R: Siamo molto complementari. Pertanto ci siamo dati ruoli diversi. Importante è raggiungere l’obiettivo ovvero quello di riaccendere nei cittadini di Mantova l’entusiasmo, la passione, il sentimento, la speranza, il rispetto, il senso civico e di appartenenza. Entrambe non abbiamo nessuna collocazione partitica, abbiamo condiviso da subito le basi sul concetto del Bene Comune, i cui elementi materiali (imprese, associazioni, patrimoni, infrastrutture, risorse naturali e culturali) e immateriali (tradizioni, stili di vita, risorse locali) che la caratterizzano, sono da salvaguardare e valorizzare per il benessere della nostra generazione e quello dei nostri figli. Il fine è quello di contribuire alla rivitalizzazione della Città con particolare attenzione ai cosiddetti servizi essenziali (lavoro, ambiente, sicurezza), in assenza dei quali è impossibile innervare qualsiasi dinamica di sviluppo, creando progetti e opportunità di lavoro e di reddito, attraverso la valorizzazione delle potenzialità del nostro territorio (agricoltura multifunzionale, artigianato, turismo ecosostenibile, risorse ambientali e culturali) e facendo leva sulla partecipazione attiva dei cittadini. 

10. Ha favorito la costituzione della Federazione nazionale dei civici tesa soprattutto al “bene comune”. Quali obiettivi?
R: Principale obiettivo è ripartire dal bene comune ovvero significa subordinare l’interesse di un singolo a quello di una collettività ed è di fondamentale importanza distinguere la proprietà comune o collettiva, che ha il suo fondamento nella sovranità, dalla proprietà privata, che ha il suo fondamento nella legge. Ciò esclude, radicalmente, la polarità soggetto-oggetto, tipica dell’approccio di tipo economistico. Prima di costituire la Federazione Civica Italiana Bene-Comune ci siamo posti la domanda: che fine ha fatto la nozione di bene comune? Un concetto essenziale per la convivenza e la qualità della vita. “Bene” è ciò che vorremmo per noi e per le persone alle quali siamo legati, così da poter vivere compiutamente. “Comune” è il lavoro svolto insieme e un dono condiviso. Bene-Comune, pertanto, non è semplicemente un patrimonio materiale condiviso ma è l’insieme delle condizioni di vita che favoriscono il benessere, l’umanizzazione di tutti e ciascuno: Bene-Comune sono anche democrazia, cultura, salute, arte...Bene-Comune esprime i diritti inalienabili dei cittadini, dal diritto alla vita, al bene primario dell’acqua, fino alla conoscenza in rete. Sicché il bene di ciascuno, per definirsi, abbisogna del Bene-Comune. Col tempo e con il benessere questo concetto è stato abbandonato in favore di una visione individualista, e si è progressivamente imposta l’idea secondo la quale l’organizzazione della città debba in primo luogo garantire ai suoi membri i diritti individuali. In quest’ottica, il Bene-Comune lascia il posto all’interesse generale, concepito come la somma degli interessi individuali e il risultato dell’arbitraggio tra di loro ed è quindi nata l’idea di far nascere la Federazione ed i cui sottoscrittori hanno condiviso i valori fondanti dell’atto costitutivo. E’ proprio nella crisi che emerge come sempre più “utile” la ricerca del Bene-Comune. Senza ecosistema relazionale e comunitario, si vive in una giungla in cui ciò che detta legge sono il perseguimento degli interessi individuali e gli egoismi competitivi. Ciò conduce all’ingiustizia e, di conseguenza, a conflitti e dissonanze cognitive. Non è forse giunta l’ora di risvegliare la passione per il Bene-Comune? 

11. L’Associazione Comunali che guida da molti anni è uno strumento che potrebbe tornare utile alla realizzazione del programma di Viva Mantova? “
R: Sicuramente per me è stata un esperienza ineludibile. Credo pertanto che sia fondamentale riportare il concetto della Cultura come aspetto progettuale e non simbolico nonostante le limitazioni e le restrizioni imposte dalla pandemia. La città va ripensata con un rilancio del sistema della cultura accompagnata ovviamente al requisito di città sicura. Il nostro tessuto economico in gran parte composto da piccole imprese commerciali e artigianali è stato fortemente colpito dall’emergenza sanitaria e dalle limitazioni che questa ha comportato. Per evitare che si debba assistere alla definitiva cessazione di molte di queste attività sono necessari interventi di sostegno e di rivitalizzazione che vanno ben oltre la sola liquidità resa disponibile dai provvedimenti fin qui varati dal governo, anche perché è assai probabile che le limitazioni verranno progressivamente allentate e si dovrà fare i conti con la forte contrazione della domanda. In gioco c’è l’anima stessa della città, fatta di relazioni, socialità e condivisione. In gioco ci sono la vivacità, il decoro e la sicurezza dei luoghi ma soprattutto c’è il reddito di centinaia di famiglie, a vario titolo coinvolte nella precarietà del lavoro. E’ quindi necessario dotare la città di strumenti di intervento economico a sostegno del tessuto produttivo della città, e in particolare delle piccole e piccolissime imprese dei settori più colpiti. La forzata riduzione della capienza di tante attività partendo dalla ristorazione e somministrazione a quelle culturali, ricreative e sportive che normalmente si svolgono in strutture chiuse serve certamente ridefinire l’uso degli spazi pubblici: delle piazze, delle strade, dei parchi e degli spazi verdi, provando così a combinare distanziamento fisico, salvaguardia delle relazioni sociali e sostenibilità economica di queste funzioni. A tal scopo non è da meno l’impegno anche sotto il profilo della vigilanza. Conto pertanto sull’esperienza mia maturata alle dipendenze della Polizia Locale e alla capacità dimostrata sin d’ora nel mantenere viva l’Associazione Comunali che ha certamente avuto un ruolo propositivo su quanto citato sopra.



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