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I bonus e il plusvalore dell’attuale politica


Con il Governo Draghi a Settembre nuovi bonus in vista. 

Dopo i bonus vacanze, monopattino, psicologo, elettrodomestici, mobili, caldaie, zanzariere, idrico, affitto, nido, bebè, baby sitter, animali domestici, biciclette, auto nuove e usate, partite Iva, rottamazione tv, occhiali, cinema, edicole, chef e così via. Il tutto certifica la nostra fragilità ed inabilità ad una politica lungimirante. In arrivo prossimamente il bonus studenti, lavoratori e un nuovo bonus fiere per imprenditori. È la reale fotografia di un'incapacità consenziente e tutta elettorale.

Come al solito ci si affida alla sorte e alla inettitudine. La crisi ucraina ora ci dice che non c'è una via di fuga ed è il prezzo che paghiamo per non aver adottato un piano energetico e strutturale. La risposta alla crisi economica pubblica va in direzione o di nuove tasse o di nuovi debiti. Per l'indebitamento domina un'icomparabile sensazione: nulla è per caso. L'aumento del debito pubblico non favorirà la crescita ma soltanto sopravvivenza e assistenzialismo.

La parola d’ordine è tamponare !!! La tecnica è semplicemente: prendi oggi, paghi domani. Con questo atteggiamento si corre il rischio ad un forte rallentamento della politica monetaria della Bce, che continua a immettere finanziamenti ( non certamente senza interessi ). Fin quando? I bonus sono la narrazione di un fallimento. È uno strumento tampone che non sana la debolezza economica di natura strutturale. La politica energetica non è mai stata un'emergenza.

Se nè parlato per anni con un nulla di fatto. Che fare adesso? Ovviamente si va di bonus in bonus. È una filosofia, che poco alla volta finisce per avvallare uno stato di diseguali. E’ così’ che si prolifica il sistema delle clientele, con il prezzo dei voti che finisce per aggravare il debito pubblico.

Per carità nulla di illegale: un modo come altri di incarnare la nuova politica, lasciando però l'Italia in una condizione di perenne emergenza e sudditanza. Nessuna strategia tale da offrire una soluzione politica di lungo respiro. La realtà è che dietro a ogni bonus si celano gruppi di lobbies. Non si va oltre lo scambio al primordiale consenso immediato. Al di là del voto c'è la desertificazione sociale ed economica.



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