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Elezioni politiche. il giallo della raccolta firme?


Per prassi e per decreto la raccolta delle firme può essere compiuto solo in presenza. Ciascuna firma va autenticata, nel momento in cui viene apposta, da un pubblico ufficiale (nessuno dei quali, però, tenuto a prestare questo servizio, tra cui spiccano consiglieri e amministratori degli enti locali) e certificata con l’allegazione del documento di iscrizione nelle liste elettorali rilasciato dal comune di residenza del firmatario. Ma la maggior parte dei partiti, sarà esonerata dall’attenersi a tale meccanismo e potrà quindi presentarsi alle elezioni senza raccogliere le firme. 

Un trattamento evidentemente differente da quello riservato ad alcuni partiti minori, che si troveranno di fronte ad una battaglia molto difficile da vincere. I partiti esentati dalla raccolta firme: Movimento 5 Stelle, Lega, Pd, Forza Italia in quanto avevano superato lo sbarramento ed erano riuscite a formare un gruppo in entrambe le Camere. Ma un successivo decreto varato a Maggio 2022 ha allargato la schiera per l’attribuzione dell’esenzione:

LeU, Italia Viva, Coraggio Italia, +Europa, Noi per l’Italia, Centro Democratico di Tabacci. Appare ovvio come queste nuove condizioni siano state “imbastite” per consentire alle forze politiche attuali, almeno quelle più grandi e in coalizioni assieme a partiti “forti” di partecipare. Solo i piccoli partiti di opposizione, sostanzialmente, dovranno sottostare all’obbligo di raccogliere le firme.

Nessuna firma nemmeno per la lista formata in fretta e furia da Di Maio “Impegno Civico” che non avrà bisogno di raccogliere le firme grazie all’apparentamento al suo interno del partito “Centro Democratico” ovvero la creatura di una vecchia “gloria” della prima repubblica: Bruno Tabacci. Ad essere costretti a raccogliere le sottoscrizioni saranno praticamente tutti gli altri partiti.

Tra questi il partito Azione di Calenda essendo fallito l’apparentamento con + Europa, “Italia Sovrana e Popolare”, ItalExit (capitanato da Paragone) , Alternativa c’è, Ancora Italia, Partito Comunista, Riconquistare l’Italia, Azione Civile, Rinascita Repubblicana, Comitati No Draghi, Italia Unita, la lista della sinistra “Unione Popolare”, formata da Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e altri gruppi della galassia della sinistra extraparlamentare che avrà come capo politico l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris e la lista “Vita” formata dal movimento 3V e dalla deputata Sara Cunial.

Per tutti questi nessuna deroga: dovranno fare i conti con una sfida letteralmente proibitiva che li obbligherà a raggiungere 56mila firme in pieno agosto, con le città deserte, ed in tempi irrisori. Inoltre, il numero delle firme richieste in Italia è assolutamente deforme rispetto a quello necessario nelle principali democrazie europee. In Francia non è richiesta alcuna firma.

Nel Regno Unito, poco più di 6000 firme per 46 milioni di elettori. Il rapporto tra firme richieste e elettori in Italia è il doppio di quello della Spagna, dove l’esonero dalla raccolta firme è riconosciuto anche ai partiti con un solo eletto in Parlamento e della Germania, dove le firme raccolte non vanno autenticate e quindi possono essere raccolte dovunque e da chiunque.



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