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Crisi di governo?



Sinceramente mi sento di dissentire da questa ipotesi. Conte in qualche modo è stato costretto a smarcarsi dall’attuale sistema politico. Sono all’ordine del giorno le mini-scissioni e le fughe di parlamentari verso il “gruppo misto” o altre formazioni non ultima quella di Di Maio e Di Battista. 

Nonostante tutto persiste lo zoccolo duro che i sondaggi danno intorno al 10-12% ma che può ancora attrarre alle pulsioni populiste e anti-sistema poco rumorose ma in attesa di nuovi sviluppi. Resta pur vero la scarsa considerazione con cui Draghi tratta fin dall’inizio ogni singolo movimento o partito a prescindere. Dunque depauperato il parlamento con “cambiali in bianco” da votare e a comando. Ci sono poi i condizionamenti imposti come contropartita dei prestiti europei, secondo il crono programma previsto nel Pnrr e dal debito pubblico in costante aumento.

E’ cosa certa che l’Unione Europea difficilmente accetterebbe un interlocutore diverso da Draghi come garanzia del rispetto dei tempi e dei contenuti di quelle riforme che a tuttoggi sono in gran parte solo sulla carta. Altra gatta da pelare la guerra, che sta sfasciando leadership di vari paesi occidentali a prescindere. Da Boris Johnson costretto alle dimissioni (da leader dei conservatori, non ancora da premier) a Macron che ha perso la maggioranza. Non ultimi il tedesco Olaf Scholz che sta affrontando la peggiore crisi che la Germania legata al blocco del gas russo e allo spagnolo Sanchez da mesi sull’orlo di una crisi senza precedenti. Paradossalmente Draghi è diventato una “certezza” nella dissonante Unione Europea. Troppe, insomma, le variabili che giocano per il mantenimento del quadro istituzionale attuale. Pertanto mi sembra di poter dire che non ci sarà alcuna crisi di governo.

Ovviamente è un chiaro avvertimento contro qualsiasi futura ipotesi di movimenti politici che vogliano far valere interessi sociali diversi e opposti a quelli del capitalismo delle multinazionali. Parlare di democrazia oggi come oggi è un illusione così pure come la carta costituzionale non ha più valore perchè soggetta alle economie di mercato. Siamo nel regime del “consenso automatico” messo a punto con una sfilza di trattati europei e indiscutibili. La morale di tutto ciò è riassumibile in questa frase: "Cambiare tutto per non cambiare niente".



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