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La tragedia di stresa


La tragedia della Funivia Stresa Mottarone ci riporta al dibattito pubblico sull’alternativa fra privatizzazione e rimunicipalizzazione. Come negare che le privatizzazioni abbiano prodotto più danni che benefici. La cessione di monopoli pubblici a monopoli privati ha arrecato un peggioramento della qualità dei servizi erogati. 

Dagli anni novanta si assiste a un rilevante passo indietro dell’intervento pubblico in economica. Nello Stato si registra un notevole alleggerimento nel settore pubblico e del numero di addetti e soprattutto in avanzata età. I fautori delle privatizzazioni sostengono che l’operatore privato è sempre più efficiente dell’operatore pubblico.

Per contro come Comitato Civico Viva Mantova riteniamo che possano essere solo le Istituzioni Pubbliche a svolgere funzioni di interesse generale se non altro per come è stato gestito il processo di privatizzazione. La lunga stagione delle privatizzazioni coincisa con la svolta neoliberista e con la convinzione che oltre a generare maggiore efficienza, la cessione di asset pubblici a privati fosse necessaria per aumentare il gettito fiscale e a generare crescita appare tramontata.

Ciò a ragione del fatto che, per definizione, esse implicano una ridimensionamento anche contrattuale del settore pubblico. Dall’INPS piovono i primi effetti (ovvi e prevedibili) derivanti dalla riduzione del numero di dipendenti pubblici e quindi delle entrate fiscali (il privato può più facilmente evadere o eludere) Altrettanto prevedibile l’accentuazione della caduta della domanda interna, per il tramite dei minori consumi derivanti dalla decurtazione dei redditi nel pubblico impiego.

Altro effetto e in difetto è il peggioramento della qualità dei servizi offerti, come conseguenza (anch’essa ovvia) della riduzione del numero di occupati.



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