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La dipendenza da cellulare ha un nome: nomofobia


La dipendenza da relazioni virtuali si caratterizza per il bisogno sempre più pressante di ognuno nel stringere amicizie virtuali e interesse relazioni attraverso il web, utilizzando ad esempio le mail o le chat, sino a compromettere o a superare il bisogno di coltivare e mantenere rapporti concreti e reali.

Il telefono cellulare è lo strumento che permette alle persone di tenersi in contatto tra di loro e migliorare la comunicazione a distanza. E’ proprio così? A quanti è capitato di essere con amici, ad una cena di famiglia, con il proprio partner e di prendere il telefono per pubblicare una foto su instagram e facebook, o ancora controllare un’e-mail o un messaggio whatsapp e isolarci dalla conversazione!?

Questo fenomeno così chiamato “phubbing” (terminologia inglese nuova che nasce dall’unione dei termini snubbing e phone) focalizza l’attenzione sull’utilizzo del cellulare piuttosto che all’interazione con la persona o le persone a noi vicine. Molti ne fanno un uso tale da interagire continuamente non solo in situazioni in cui si è da soli e annoiati come per esempio quando siamo da soli a casa o mentre siamo alla fermata ad aspettare l’autobus ma anche quando si è in circondati da altre persone come quando si trascorre del tempo in famiglia, con i colleghi, con gli amici e in coppia.

Tutto inizia come un gesto volontario. Diviene poi preoccupante quando invece diventa una specie di ossessione tale per cui l’utilizzo del cellulare è l’unico gesto motivatore dell’intera giornata, condizionando, così, la qualità di tempo trascorso con le persone che ci circondano. Il tenere in mano e guardare il cellulare diventa un gesto automatico e involontario tale da ignorare a chi sta vicino. Gli effetti causati dall’uso ossessivo della tecnologia sono simili a quelli delle sostanze stupefacenti portando a provare piacere nel breve termine, ma irrequietezza e ansia.

L’utilizzo del telefono porta ad ignorare anche il proprio partner andando a minare le relazioni sentimentali suscitando inoltre sentimenti di gelosia e di conflitto. Quel che è certo è che tutti noi siamo sempre più connessi al mondo attraverso il cellulare, a discapito però delle relazioni umane. In questi contesti relazionali si corre il pericolo di dare di sé un’immagine diversa da quella reale.

C è chi, addirittura, fa uso di nickname per garantire un certo grado di anonimato e per esprimere aspetti di sé che altrimenti lascerebbe inibiti e taciuti, non sperimentando i vissuti di ansia sociale, o di timore del giudizio altrui che invece potrebbe vivere nel mondo reale. L’avvento della rete ha veramente cambiato le nostre vite, le ha rese più performanti, più dinamiche, ma ha dato vita ad un processo confusivo tra vita reale e vita virtuale, con un riverbero negativo. La dipendenza totale può arrivare a forme patologiche, caratterizzate da dipendenza psicologica e da assuefazione al mondo virtuale.



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